snapshots – istantanee dal sisma


voci Elena Cerasetti Claudia Facchini
musica Mattia Boscolo (basso & effetti) Claudio Giudici (chitarra & effetti) Luca Vitaliano (batteria & percussioni)


Raccontare significa resistere.
Roberto Saviano


Protagonista è il sisma, che ha oltraggiato la terra d’Abruzzo.

Il sisma nella sua mostruosa potenza fisica.

Queste istantanee vogliono restituire un senso fisico al corpo del terremoto. Vogliono raccontare di lui ma senza toccare direttamente, per evidenti ragioni di tatto, la piaga del terremoto. Abbiamo scelto di costruire un parallelismo fra il corpo del terremoto e il corpo scenico. D’altro canto il corpo, quale unica patria possibile e provvisoria, è l’unica mappa su cui abbiamo la possibilità di iscrivere la nostra identità e la nostra appartenenza.

SNAPSHOTs è un oggetto 3dimensionale, una pallina, un proiettile. Le parole diventano tangibili grazie alla musica che le percorre, mentre la musica trova la sua fisicità grazie alle parole che la avvolgono. È come se il suono si manifestasse nella sua visibile corporeità e le orecchie diventassero occhi con cui vedere. Dunque, non attori sul palco né musicisti, ma corpi quasi-strumenti, elementi di uno spazio scenico in cui si renda possibile l’espressione fisica del suono, la rappresentazione quasi tangibile delle particelle di dolce follia che lo compongono.

Il potere della musica sul cuore umano. Ma musica e parole insieme sono solo un pretesto, ciò che conta è il cuore, quando esso risuona, quando esso ha una storia da raccontare.

SNAPSHOTs, nato dall’incontro con il gruppo musicale MotherShine nel comune intento di ricercare nel suono la potenza generatrice di emozioni e di immagini, è una sorta di concerto in 3d, una commistione di musica parole e immagini, una composizione emozionante ed emozionata di suono, inteso come stimolo primigenio del proprio mondo interiore.

• musica strumentale e di atmosfera, nella quale emerge il ruolo primario del telo sonoro concepito nella sua particolare qualità di toccare direttamente la fantasia, lasciando posto alla molteplicità d’interpretazione che esso stimola

• parole, parole con cui è dato giocare, parole a cui prestare uno strumento particolare, quello del corpo, perché le parole rappresentano la musica della voce umana

• immagini scabre fisse forti, scavate fin dentro l’anima, che restituiscono invece la realtà.

Così com’è.