progetto kappadueo

L’idea è singolare ma semplice. Trasformare quello che è per definizione uno spazio privato, come una casa, in spazio pubblico da condividere con i propri ospiti. Creare nello spettatore la sensazione di sbirciare dentro la sua casa, di vedere uno spazio modificato dove tutto può accadere, dove si mescolano i linguaggi del racconto, della musica, del video.
Abbiamo lavorato in autonomia e libertà, seguendo la necessità e il desiderio di portare il teatro alle persone, nei luoghi della loro vita, del loro quotidiano.
Nei luoghi dove le persone incontrano le persone.
Così, dopo lo spettacolo, si può restare. per bere un bicchiere di vino, mangiare qualcosa e parlare.


2006 k2o – irruzioni domestiche (festival Volterrateatro, festival Interferenze urbane)
drammaturgia Elena Cerasetti
regia Fabrizia Mutti
con Michele Comuzzi
vj Titta Cosetta Raccagni


k2o è un monologo per un corpo solo, un occhio poetico intorno alla caduta. Ma è anche la storia di un corpo celeste e del tempo necessario perché diventi buco nero.
Protagonista è una stella doppia, che per sua natura bizzarra è composta da due parti speculari e contrarie, due opposti, Oswald e Oliver, due gemelli condannati a subire l’uno le decisioni dell’altro e ad esistere l’uno senza l’altro, pur essendo la stessa cosa.
k2o infatti è anche la storia di un volo. Anzi, la storia di ogni volo.